L'arte di...

A Christmas Carol

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Un foglio bianco è la cosa più terrificante che ci possa essere al mondo, sta lì, rappresenta il vuoto finché non viene riempito a poco a poco.
A volte sembra quasi un obbligo doverlo riempire, e questo porta una pressione che si trasforma in blocco. Più provate a riempirlo con qualsiasi cosa, più sembra che il vuoto mangi tutto. Il nero diventa sempre più flebile e finisce che non scriviate più per un po’, lasciando così vincere il male minore, scegliendo la strada più facile.
Ma se invece si continuasse con quel nero, si continuasse a combattere e a scrivere? Alla fine sarà una lotta vinta, no?
Prendete la teoria di Platone ad esempio. Una volta gli esseri avevano quattro braccia, quattro gambe, due teste, se cuori. Erano già attaccati “alla metà della mela”. Tutto andava bene finché non divennero così fieri di loro stessi che gli dei li punirono, dividendoli a metà. E lì che inizia la vera lotta: trovare la propria metà, il proprio posto nel mondo; il modo di far piacere a tutti il Natale e invaderli con lo Spirito Natalizio.
…ops, non intendevo davvero dire che vorrei fare un’invasione nel cervello di certe persone o.. Ok, Ok, si mi avete scoperta, sono una di quelle persone che diventa ossessionata dall’idea che tutti debbano amare il natale e che infonde perle di saggezza sul ‘più magico periodo dell’anno’!
Il mio problema? I Grinch! Coloro che non vedono la minima bellezza in questa festività, così come non sopportano l’idea di essere circondati da persone felici e dal loro blaterare dei regali, le luci, l’albero, il cibo, lo stare in famiglia, i giochi da tavolo, ecc…
In realtà non sono sempre stata così, o meglio, c’è stato un periodo in cui anch’io sono quasi diventata un Grinch, avevo perso quella magia negli occhi che non riuscivo più a ritrovare da nessuna parte. Dopotutto è normale cambiare, crescere, trovare altri significati alle tradizioni o a volte perderne completamente il senso, come avevo fatto io attraverso gli anni…
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Partiamo dal Natale Passato.
Ricordate i mega pranzi a casa della nonna? Il tavolo dei bambini? I mille regali che ricevevate? Le partite a carte dove imparavate sempre nuovi giochi a cui, a mesi di distanza, volevate ancora giocare ogni pomeriggio? E le leccornie.
Ogni casa ha le proprie tradizioni, ad esempio da me la festa iniziava alle 18:30, quando tutti iniziavano ad arrivare e si uscivano le carte come le zie uscivano fuori le teglie di dolci.
La cena iniziava più o meno alle 20:30 con i tortellini in brodo e finiva, se si era fortunati alle 22. Ovviamente non è che ti potevi alzare da tavola, che tanto poi spuntavano i cestini con la frutta secca, e poi che fai, almeno un giro a tombola non ci sta? Facciamolo per i bambini. E a quei tempi non c’erano le caselle che si chiudevano da sole, o forse sì, ma a casa c’era solo una tombola vecchissima degli anni ’60, usurata fino all’ultimo, senza caselle. Allora si usavamo i fagioli per coprire i numeri, o ancora meglio la buccia dei mandarini che riempivano la sala da pranzo con il loro profumo, accompagnati dal suono delle risate e delle urla di chi faceva ambo, terna, quaterna… l’ansia che saliva, la cinquina e poi si sperava il tutto per tutto prima di quell’agognato “Tombola” che lasciava tutti senza parole, o meglio, con una frase: fammi vedere che numero usciva dopo, forse vincevo io!
Quanti ricordi, quanta gioia, quanto… Natale. Quello delle piccole cose, quello passato in famiglia, quello che rimarrà il tuo ideale perché è quello dell’Infanzia.
 
Eppure, si cresce, ci si separa. Poco a poco, i posti rimangono vuoti; a volte non solo quelli, a volte ci sono vuoti, fogli mai scritti, che ti lasciano con l’amaro in bocca, ma continui ad andare avanti. Tu che puoi, lotti, scrivi ancora nel tuo foglio bianco, anche se quando riguardi quelli che sono stati lasciati a metà ti viene il magone.
Continui e percepisci che qualcosa manca e mancherà sempre ma ti sforzi e sorridi.
Più passano gli anni e più le cose cambiano; gli orari, i giochi, il cibo, gli alberi. Tutto si trasforma in qualcosa di più adulto. Il tavolo dei bambini sparisce dopo un po’. I regali non vengono più aperti prima della mezzanotte perché non puoi aspettare. I pacchetti col tuo nome diminuiscono e si rimpiccioliscono, ma non fa nulla, c’è ancora la famiglia. Hai ancora il sentore di Natale sulla bocca.
Quando tutto sta per cambiare non te ne accorgi, non lo sai o forse fai finta di non capire che tutto quello che hai davanti non è più quello che verrà.
Così, l’anno dopo, parti. Sei da sola. Sei una dei tanti immigrati che i genitori, la tavola imbandita, la tombola che con gli anni ti aveva anche stufata, li vede dietro ad uno schermo. Poco importa se cerchi di far coincidere gli orari, se vi date appuntamento anche solo per farvi gli auguri alla mezzanotte, tu lavori quel giorno. Festeggiare non ha più senso.
Sei ancora attratta dalle luci, dal periodo ma nulla ha più senso e quasi quasi ti fai prendere dal bianco del vuoto. Fai tutto meccanicamente perché non vuoi trovare un senso a quel periodo. Ti dici che l’anno dopo andrà meglio, stringi i denti che l’anno dopo scendi ma quell’anno non arriva mai.
Però un Natale riesci ad essere libera, riesci a mangiare con gli altri anche se a chilometri di distanza e con uno schermo davanti, sei lì, con loro. Solo che loro hanno messo un computer come posto a tavola e tu hai una scodella di zuppa davanti e ricacci indietro le lacrime.
L’anno dopo andrà meglio…
 
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Il Natale Presente.
 
Una casa senza Albero di Natale non è una casa. L’hai sempre pensato e così tu e la tua metà, ne avete preso uno. Ne avete addobbato insieme uno, le musiche natalizie in sottofondo, i nastri che vanno da tutte le parti, i glitter che vi hanno riempito i palmi delle mani, il viso, i vestiti. Le risate, i cori, la stella sull’albero, il panettone sotto di esso. Alcuni regali messi sparsi; le luci ad intermittenza.
Diventa tutto in un attimo più casa, più familiare. Si respira quasi l’aria di Natale e poi fuori hanno iniziato ad accendere gli addobbi. I mercati vendono tutte cose a tema o sono prodotti artigianali che sembrano un ottimo regalo, utile. Ma la chicca è il parco a tema dove puoi bere la cioccolata calda ed essere trasportata in una scena da film. La ciliegina sulla torta è sapere che tu, il tuo partner e i tuoi amici siete tutti liberi per la festa.
Nuove tradizioni all’orizzonte, una nuova famiglia da formare. Eppure c’è un’ultima sorpresa, lo schermo quest’anno non serve perché riuscirai ad avere anche la tua vera famiglia accanto a te e sembra tutto perfetto.
Lo spirito del Natale Passato sembra essersi rincarnato in quello Presente e non puoi fare a meno di fare il conto alla rovescia mentre riempi il carrello con le leccornie che preparerai per tutte le cene ed i pranzi che si tengono dal 24 al 26. E non importa se nella tua vita c’è qualche Grinch, tu fai di tutto per farli entrare nello spirito.
E sei più felice e gli altri se ne accorgono. Sembri quasi rinata, ritornata bambina al tavolo dei piccoli che aspetta di vincere la tombola e imparare nuovi giochi mentre butta un occhio a ‘Mamma, ho perso l’aereo’ o il cartone Disney di turno.
Ti fai persino la lista dei film e cartoni che guarderete, sai già cosa vuoi mangiare perché questo sai che sarà il Natale perfetto. Il menù della nonna della vigilia, quello di mamma del 25 e un misto di ciò che è rimasto e reinventato per il 26. Tutto pianificato al dettaglio anche se sai già che sarà perfetto per le persone accanto a te e non per tutti gli altri piccoli dettagli.
Avvii una nuova tradizione che speri resti.
E anche se non sai ancora cosa possa portare il Natale Futuro, immagini giù che un po’ del tuo Natale passato tornerà in vita quando ci saranno di nuovo dei piccoli in casa, basta solo aspettare e godersi quello che si ha, perché quello che conta è qui, adesso e nessuno potrà togliertelo almeno per quest’anno.
 
Buon Natale
 

Siciliana di nascita; ex-studentessa di Lingue al Liceo, all'università ho scelto Scienze della Comunicazione. MI sono trasferita all'estero subito dopo la Laurea e, adesso, son quattro anni che sono espatriata, prima a Londra e adesso a Cardiff e finalmente inizio a sentirmi a casa. Amo il sole, il mare, la primavera, i fiori e soprattutto il Natale. Oh, e i biglietti aerei economici, quelli sono DAVVERO, la mia cosa preferita. Sono una sognatrice; mi piace scrivere da sempre: sui banchi di scuola ho cerato le mie storie fantasy migliori che non hanno, e non avranno mai, visto la luce, più perché ho dimenticato dove siano tutte quelle pagine che per altro. Spesso penso che sia nata nel secolo sbagliato; gli anni '90 mi mancano molto a livello di contatto umano ma so che ormai non riuscirei fare a meno della tecnologia. Sono una viaggiatrice; figlia del mio segno zodiacale, il Sagittario, ho bisogno di spiccare il volo e vedere quanta più porzione di mondo mi sia concessa. Mi piace esplorare posti nuovi, perdermi per le strade, assaggiare nuovi sapori, sentire nuovi odori e perché no cercare di carpire parole da lingue a me sconosciute.

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