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Manuali di sopravvivenza

Come sopravvivere alla vacanza da sogno

DISCLAIMER: I manuali di sopravvivenza sono articoli fatti apposta per non essere presi troppo sul serio. Quindi, non prenderla sul personale se ti rivedi in qualche situazione descritta.

 

L’hai sognata per tutto l’anno, e ora è qui. È la vacanza che hai prenotato mesi fa, quando ancora indossavi il cappotto, o quella che ti sei scapicollato per organizzare last minute pur di non restare a casa.

Insomma, è arrivato il momento di partire e tu non vedi proprio l’ora. Ma anche le vacanze da sogno nascondono qualche insidia, e avrai bisogno di una guida per sopravvivere.

  1. AL MARE

Ho già scritto un Manuale di Sopravvivenza alla spiaggia che puoi trovare QUI l’anno scorso, quindi non mi dilungherò. Ci tenevo solo ad aggiungere una cosa. LA SABBIA. Alzi la mano chi riesce a tornare a casa dopo una giornata al mare senza portarsi dietro tutta la sabbia della spiaggia, inclusi ombrellone, palla e bagnino. Quelli che hanno alzato la mano possono smettere di leggere. Siete dei BUGIARDI. La sabbia ti rimane appiccicata alla pelle, al costume, agli organi interni. Ti togli le ciabatte, ti togli il costume, li lavi, fai la doccia, pulisci casa, traslochi in una nuova casa e pure lì ci trovi la sabbia. La sabbia è la compagna più fedele che avrai nella vita.

2. IN MONTAGNA

Bella la montagna d’estate, eh. niente da dire. Temperature miti, la possibilità di prendere il sole senza squagliarsi come ghiaccioli, paesaggi mozzafiato, posti meno affollati. Peccato che hai l’allergia, ogni passo è scandito da uno starnuto. Il tuo fisico da sollevatore di moscerini ti rende praticamente impraticabile qualsiasi escursione montana, facendoti ritrovare più senza fiato del lupo de La spada nella Roccia. I paesini di montagna sono più irraggiungibili dei tuoi amici quando vuoi uscire la sera, devi noleggiare una macchina adatta ad arrampicarsi per quelle stradine tortuose (dove credi di andare con la Smart, che è comoda giusto per rubare parcheggi in città?). In più, di solito questi paesi, dal numero medio di dieci abitanti, distano almeno 200km l’uno dall’altro. Pronto a farti due ore di macchina, sulle curve, col mal d’auto, per andare a mangiare la grigliata in quel posto fantastico che tutti ti hanno consigliato?… Oh ma guarda. Stasera è chiuso.

3. IL LAGO

“Ma nessuno va in vacanza al lago!” Starete pensando. E vi sbagliate. In realtà i vacanzieri da lago sono i più furbi, perché non dicono a nessuno dove stanno andando. Il risultato? Al lago non c’è un’anima e ci si può godere una vacanza in pace. La lobby dei laghisti può permettersi di fare un bagno tranquillo, ma soprattutto senza il problema rilevato al punto 1: la sabbia del lago schifa le persone che osano andare al lago, e non rimane appiccicata addosso. Basta una goccia d’acqua, un colpetto di ciabatta, e svanisce. Pensateci: la possibilità di fare il bagno come al mare, la pace e la calma della montagna. Il lago è la vacanza perfetta, se sei un misantropo che non sopporta la presenza di altri esseri umani nel giro di una ventina di chilometri. L’unico problema, praticamente insormontabile, è che al lago non trovi il chioschetto che vende i gelati. Non importa che tu ti trovi al lago di Bracciano (30 gradi fissi col 100% di umidità in estate) o al lago di Koplein, nella fresca Austria. Dopo il bagno, per legge devi prenderti un Magnum.

4. IN ITALIA

Ah, le vacanze! Quale occasione migliore per visitare il nostro Bel Paese e scoprirne le meraviglie? 

Magari la tua meta sarà una grande città, e dovrai sorbirti sole e afa, accentuati dall’effetto uovo in padella grazie al cemento. Oppure sei così furbo da aver prenotato un posto nelle masserie pugliesi, in campagna, al fresco? Un’idea geniale, che ti costringerà a muoverti in auto anche per andare a comprare una bottiglia d’acqua. Perché siamo sinceri, di certo i trasporti pubblici non sono uno dei grandi vanti del nostro Paese. Che si tratti di Roma con i suoi autobus in fiamme o il Sud Italia con gli autobus che non esistono e basta, muoversi può rivelarsi drammatico.

5. IN EUROPA

Vuoi concederti un viaggio all’estero, ma senza allontanarti troppo dalla patria? L’Europa ti aspetta, con centinaia di destinazioni decisamente interessanti che non vedrai l’ora di visitare. Ce ne sono per tutti i gusti: dalle spiagge della Spagna ai Castelli della Romania, le campagne gallesi o la movimentata Amsterdam. Scegli la tua meta, zaino in spalla e… preparati alle gigantesche figuredimmmmerda che i tuoi connazionali ti faranno fare all’estero. Gli italiani sono quelli che applaudono quando atterra l’aereo, che si mettono a urlare per strada, entrano in una birreria tedesca e si lamentano dell’assenza della carbonara nel menu. Per tutelarmi, di solito parlo perennemente inglese, tedesco o spagnolo. Durante il viaggio a Berlino, complici la pelle cadaverica e un buon tedesco scolastico, mi sono fatta passare per una normalissima ragazza tedesca della capitale. Soprattutto quando passavano gli italiani, subito pronti a urlarti contro un “ITALIAAAAAAAA” quando sentono qualcuno che parla la loro stessa lingua. Bonus: le ultime scelte dell’Italia in Europa ci hanno resi tipo lo zimbello d’Europa. Preparati alle frecciatine, ai sogghigni, e alla gente che ti tratta male perché sei italiano.

6. IL MONDO

L’Europa non è abbastanza per te? Vuoi vedere terre lontane? Magari sogni l’America, il Giappone, l’Australia? Preparati a lunghi viaggi intercontinentali, fuso orario che ti distruggerà ogni certezza sulla vita, bagagli che pesano più di te, lunga e noiosa burocrazia per richiedere passaporto e visto. Però di sicuro ne vale la pena. Il mondo ha così tanto da offrire, e di sicuro vedere la fioritura dei ciliegi in Giappone o fare un tour degli studios di Hollywood fa gola, e vale tutte le ore di viaggio. Un consiglio spassionato: non dire a nessuno dove vai, o partirà la caccia al souvenir. 

“Vai in Giappone? Mi porti le bacchette?”

“Vai negli Stati Uniti? Mi porti un cappello da cowboy?”

“Vai in Australia? Mi porti un canguro?”

L’unico modo per godersi queste vacanze è partire con due valige: una piena di vestiti e una vuota da riempire di cose comprate sul posto. 

Ah, e ricordati che l’italiano non è una lingua straconosciuta. Quindi, per amor di Garibaldi, se hai intenzione di viaggiare all’estero cerca di imparare l’inglese di base. Non esprimerti gesticolando, che fai fare brutta figura a tutti. GRAZIE.

Dopo aver letto questa guida, l’idea di lavorare ad Agosto non ti sembra più così male? Bene, l’intento era quello.

19 commenti

  • raffigarofalo

    ahahahaha! hai ragione è un post divertentissimo. Non hai idea di quante persone ci ho visto dentro in ogni punto!
    E confesso, in un paio di punti mi ci sono rivista pure io. Ma non ti dirò quali. 😉

  • Ilaria Fenato

    Mi rivedo tantissimo nel punto 5 😂😂 Cerco di parlare meno possibile italiano e di camuffarmi per non farmi scovare dai connazionali. Complici la pelle cadaverica, occhi verdi e capelli quasi rossi, ci riesco quasi sempre anche se l’accento un po’ mi frega.
    “Di dove sei?” Eh indovina! Non indovinano ed e meglio così 😂

  • Giorgia

    Ecco, la mia vacanza di quest’anno appartiene al punto “Europa”, e sì, hai veramente ragione! Già dal volo e dagli applausi all’atterraggio, aiuto! Lo scorso anno, in compenso, andai nel “mondo”, in Thailandia per l’esattezza. Tutta la mia famiglia voleva sciarpe di seta. Ho portato sciarpe di seta a tutti, rinunciando a prendere cose per me. Sono rimasti tutti totalmente indifferenti e quasi schifato quando le ho consegnate. Arghh!

    • rrainbowsplash

      Io non porto mai regali a chi me li chiede. Al contrario, mi piace fare qualche sorpresa… di solito sono più apprezzate!

  • thessss

    Altra alterantiva per non dover tornare con una valigia piena di ricordi, non dire nulla a nessuno e partire…. ( di fatti a me lo vedono poi sui vari social che sono via e non a casa …. ) ottimo articolo hai azzeccato in pieno i pro di ogni tipo di vacanza

  • Julia

    Ahahah.. io ho lavorato quasi tutto agosto con i suoi pro e contro 😉 Dal Giappone nessuno mi ha chiesto le bacchette ma alla fine visto il piccolo spazio sarebbero state perfette!

  • Antonella

    ah ah simpatico il tuo post però nonostante tutto quello che hai detto di negativo io partirei immediatamente lo stesso anche a costo di portarmi a casa la sabbia, di fare chilometri di curve o di friggere al sole aspettando un autobus fantasma in Calabria!

  • Silvia - The Food Traveler

    Tutto verissimo, mi ritrovo in ogni singola parola che hai scritto!
    Qualche anno fa, una mia amica prenota un appartamento in un “resort nella quiete delle colline toscane”, che tradotto significava isolato dalla civiltà. Niente telefono, niente internet e ogni sera dovevamo prendere la macchina per andare a buttare la spazzatura nei bidoni che erano tipo a cinque chilometri, perché se lasciavamo fuori il sacco il mattino dopo lo trovavamo dilaniato da chissà quale animale selvatico.
    E vogliamo parlare degli italiani in vacanza in Europa? Meglio di no 😉 L’applauso in aereo è appena l’inizio! Anche io faccio finta di non essere italiana quando mi ritrovo in certe situazioni 😂

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