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Manuali di sopravvivenza

Come sopravvivere all’aeroporto

aeroporto
A te, che mi leggi mentre prenoti il tuo volo last minute per Ibiza…
A te, che mi leggi mentre aspetti che inizi l’imbarco per il tuo volo diretto a Tokyo…
A te, che mi leggi mentre torni a casa dopo due settimane negli USA…
A voi tre, sì… Vi odio.
Scrivo questo articolo di ritorno da una settimana al mare. Indovina il meteo mentre ero in vacanza. Hai risposto “Pioggia e vento”? Vinci una caramella. Ma non preoccuparti, mi rifarò ad Agosto. Quando, per la mia partenza, mi recherò nel posto che amo di più al mondo: l’aeroporto.
Il check-in
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In aeroporto è bene arrivare un paio di ore prima. Perché le procedure di imbarco sono lunghe? No, perché trovare il banco del check-in è una vera impresa. Ormai i principali aeroporti offrono, anche per chi deve imbarcare il bagaglio, un servizio di self check-in. Facilissimo da usare. Se hai otto lauree e un master in Progettazione Aeroportuale. Altrimenti passerai al banco del check-in le ore più brutte della tua vita. Tra le domande più belle che ti compariranno sullo schermo “Hai armi, droga, o altri oggetti proibiti con te?”, roba che ti convincerà che la focaccia con la cipolla che hai nel bagaglio a mano potrebbe essere considerata un articolo proibito.  Dopo essersi accertato che tu non abbia con te una testata nucleare nello zainetto di Hello Kitty, il computer ti chiede i tuoi dati anagrafici, il numero di prenotazione, il numero della tua tessera fedeltà della compagnia aerea, la ragione del viaggio… praticamente ti farà più domande di quelle che ti  farebbe tua madre. Dopodiché ti chiederà di selezionare il posto. Oh vuoi un posto vicino al finestrino? Benissimo, ti metto nel corridoio. Esattamente come farebbe tua madre. Una volta stampati i documenti di viaggio, puoi attaccare l’etichetta adesiva al tuo bagaglio, abbracciarlo con la consapevolezza che potresti non rivederlo mai più, e metterlo sul nastro che se lo porterà via, forse per sempre.
Le alternative al self check-in sono due:

  • Fare il web check-in, che ti conviene quando hai solo il bagaglio a mano;
  • Recarti ad un banco del check-in ed essere costretto ad interagire con un altro essere umano.

Controlli di sicurezza 
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Togliti le scarpe, togliti la cintura, sfilati i bracciali… sai dove voglio arrivare, no? No, non è una proposta indecente. Ora è il momento dei controlli di sicurezza. Se le domande del self check-in ti avevano messo ansia, ti sfido ad arrivare a questo punto e non sentirti un terrorista. Gli agenti ti guardano come se fossi un criminale, seguono qualsiasi tuo movimento… A furia di sentirti quegli  occhi addosso, inizi a pensare che forse vuoi davvero far saltare per aria l’aeroporto senza saperlo.
Mentre ti impossessi di una preziosissima vaschetta per riporci i tuoi averi (facci caso, in aeroporto quelle maledettissime vaschette scarseggiano SEMPRE, e a te ne servono almeno tre per metterci dentro tutto quello che ti porti dietro), ti sfili scarpe, bracciali, orecchini, orologio. Poi ti ricordi di avere il pc, e tiri fuori anche quello. E la temutissima busta dei liquidi. Sperando che non decidano di sequestrarti il balsamo. Una volta ingombrato l’intero nastro con le tue cose (ma lo vedi che sei PIENO di oggetti proibiti?!?!?!?), passi sotto al metal detector. E qui ci sono tre possibilità:

  • Va tutto bene, il metal detector non suona, e puoi proseguire;
  • Il metal detector suona, ma è colpa delle chiavi che avevi dimenticato in tasca, e una volta riposte pure quelle nella vaschetta puoi passare;
  • Il metal detector suona e ti selezionano per un controllo a campione.

Se ti trovi nel terzo gruppo, stai per provare la bellissima esperienza di sentirti un narcotrafficante. Vieni perquisito, e sottoposto a tamponi per polvere da sparo e droghe su mani e vestiti. Non è fantastico? E tu che volevi andare a Gardaland!
 
Sala d’attesa
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La sala d’attesa è il vero motivo per cui amo gli aeroporti. Pensavi che fosse per via dell’ansia e della tensione? No no, è per la bellezza dei negozi della sala d’attesa. Mentre aspetti che il tuo volo inizi ad imbarcare, puoi divertirti comprando le cose più inutili e disparate. La sala d’attesa dell’aeroporto è un Tiger di dimensioni pazzesche. La vedi quella powerbank a forma di unicorno? Sì, lo so che in valigia ne hai 3. Ma non ne hai una a forma di unicorno. Corri a comprarla!
Imbarco
Per chi viaggia low-cost, il momento dell’imbarco è quello drammatico in cui due volte su tre ti sottraggono il bagaglio per imbarcarlo a tradimento. Ma siccome io viaggio con Alitalia e posso anche presentarmi all’imbarco con un tricheco e me lo fanno passare come bagaglio a mano, non mi soffermerò sul tuo problema. Ma mi dispiace per te. Vedo il tuo strazio mentre decidi cosa tenere e cosa imbarcare. Ma intanto me ne sto tranquilla tranquilla, nella mia fila dove una borsa per pc, una borsa, uno zainetto e un trolley valgono come uno e me li posso tenere tutti a bordo. Una gioia.
A bordo
Una volta a bordo, mentre cerchi di sistemare i tuoi venti bagagli a mano nella cappelliera, lanci un ultimo sguardo all’aeroporto. Quel posto meraviglioso dove tutti ti guardano come se fossi un terrorista. E già un po’ ti manca. Poi pensi al fatto che anche le hostess ti terranno gli occhi addosso, e al terzo colpo di tosse chiameranno la sicurezza chiedendo di farti scendere perché sei un soggetto pericoloso, e ti sale di nuovo l’ansia. Quanto è bello viaggiare con l’ansia?

21 commenti

  • Antonella

    Io fondamentalmente gli aeroporti li detesto perché persi la cognizione del tempo: potrebbe essere giorno o notte le luci sono sempre le stesse e anche la puzza di cibo scadente. Per non lasciarmi tentare dallo shopping mi accoccolo in un angolo e mi immergo in un bel libro

  • Lucy

    Sai che invece a me non dispiace l’aeroporto? Un tempo lo odiavo, poi non so cosa sia scattato ma ho preso il ritmo meccanico e via. Sarà che negli ultimi anni li hanno migliorati molto, o sarà che viaggiando dall’Australia per interminabili ore, l’aeroporto in sé è diventato sinonimo non più di noia ma al contrario di occasioni di sgranchirsi, svagarsi, distrarsi prima di tornare a rinchiudersi nei bolidi… quindi viva l’aeroporto! 😀

  • Cristiana

    Verità assolute! Ma consigli validi per poter rendere meno traumatico il viaggio in aereo. Mi hanno fatto morire dalle risate le battute delle foto che hai postato! Grandissima!

  • Valentina

    Verissimo, però purtroppo a certe regole degli aeroporti non si può fare nulla. Però dai ci sono certi aeroporti divertenti, dove puoi fare di tutto, dai massaggi al riposo nel giardino zen. Non sono in Italia purtroppo.

  • Giada Capotondi

    Sopravvivere agli aeroporti non e’ mai facile, soprattutto ai controlli di sicurezza. Eppure l’aeroporto e’ il mio luogo preferito al mondo, adoro l’emozione di sapere di stare per partire nel giro di poche ore…anche se lo stress di bagagli/controllo sicurezza/ritardi e quant’altro non e’ da poco!

  • anna di

    molto simpatico questo articolo. l’aeroporto un mondo di persone, di visi, di cose che succedono.Io adoro l’aeroporto, ogni volta mi regala qualche scenetta da ricordare, oltre che power unit formato unicorno!

  • Silvia

    Hihihihi simpatico ma anche veritiero! Io amo l’aeroporto, ho anche lavorato al check-in eppure comunque ogni volta l’ansia è la stessa!! È vero che vedendo tutte le domande metti in dubbio che tu possa portarti anche la focaccia alla cipolla :)) alla fine, quando salgo in aereo, mi sembra di essere partita da casa già da giorni!!!

    • rrainbowsplash

      Ogni volta che devo partire mi rileggo tutte le regole aeroportuali per essere sicura di non trasportare nulla di strano ahahah

  • claudiaemattia

    Questo tuo post mi ha fatto davvero molto ridere. Anche se non sono così traumatizzata dalle mie esperienze in aeroporto mi sono ritrovata in molte descrizioni!

  • Annalisa

    Articolo molto divertente, ho sorriso molto leggendo. Ma lo trovò anche molto utile. Sono stata bloccata diverse volte al metal, una volta in America sono rimasta in Perizoma e canotta. Alla fine era l’orecchino sulla parte alta dell’orecchio che faceva suonare l’allarme. E ancora non ho capito perché un orecchino facesse suonare l’allarme! È rimasto la ..

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