L'arte di...

L'arte di… (ultimo capitolo)

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Il rosa pallido del cielo, un treno diretto chissà dove che sfrecciava davanti ai miei occhi e i miei piedi che, per inerzia, si costringevano a fare gli stessi passi che giorno dopo giorno percorro per andare al lavoro; la mia mente vagava sulle destinazioni, sui passeggeri del treno. La gioia di affacciarsi alla finestra e vedere quel cielo di speranza; dritti verso le braccia dei cari o pronti a iniziare una nuova avventura, un viaggio aspettato tutta la vita.
A volte provo invidia dei treni e degli aerei. Ovviamente non del mezzo di trasporto in sé ma dei passeggeri al loro interno; non immagino le loro vite, i loro volti, le loro voci, immagino i loro viaggi e vorrei essere loro.
So che non posso lamentarmi: ho vissuto due anni a Londra e c’è gente che morirebbe per viverci, viaggiavo almeno due volte l’anno di cui una per tornare a casa nella mia bella Sicilia e poi mi sono spostata in Galles. In questi due anni qui, a Cardiff, i miei viaggi si sono moltiplicati, almeno quattro sono le destinazioni che ogni anno raggiungo e so che molti non hanno neanche la possibilità di viaggiare una sola volta. Mi ritengo fortunata; ho visto luoghi che pensavo non potessero reali, ho sentito storie della gente del posto. Ho vissuto, anche se solo per pochi giorni, l’idea di come sarebbe stato se mi fossi trasferita lì ed ogni volta è un’emozione indescrivibile, a volte sono felice di dove sto. Viaggiare mi aiuta a capire perché ho scelto un posto anziché un altro, mi aiuta a tornare, a volte invece diventa un bisogno primario allontanarmi e cambiare lo scenario per i miei occhi; sentire nuovi odori, nuove voci, lingue seppur a me sconosciute, camminare nuovi percorsi.
Ogni volta che ritorno da un viaggio, sento subito il bisogno di esplorare un altro posto. Mi ritrovo più tempo a passare sui siti di viaggi che su altro; guardo foto in cerca di ispirazione e la mia lista di posti da visitare prima di morire si allunga a dismisura ogni volta e un’angoscia profonda mi sale e mi tormenta e mi distrugge tutti i pensieri positivi sul viaggio, sull’essere presente: non vivrai abbastanza a lungo per vedere tutto il mondo.
La gola diventa secca e l’aria sembra smettere di fluire ogni volta che mi ritrovo in questa situazione. Sento il bisogno di scappare e mi ritrovo imprigionata nelle solite quattro mura della mia quotidianità. Mi sembra di sprecare la vita, persino i due giorni liberi che ho ogni settimana, vorrei sfruttarli di più, prendere e visitare i paesi della mia infinita lista, ma i soldi non sono abbastanza, il tempo è troppo poco e altre mille scuse.
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Divento nervosa quando gli altri non mi capiscono, mi rendo conto di essere come una drogata. Ho bisogno della mia dose per ritornare normale; prendere un aereo, sentire il cuore in gola alla partenza, bearmi tra quelle nuvole che sembrano di zucchero filato; sentire lo stesso cuore palpitare alla vista della nuova città che mi ospiterà per qualche giorno e ritornare in gola all’atterraggio. Fremere per passare i controlli e scappare dall’aeroporto ed esplorare quella nuova meta. Mi basta questo ma so che non è fattibile.
La mia droga costa più di tutte e non mi nuoce, anzi, mi rende migliore.
Poi, ci sono i giorni come questo, con quel cielo rosa pallido, il cuore leggero alla vista di quell’immagine e anche se sto andando a lavoro e scrivo di fretta queste parole, mi sento tranquilla. Mi sento bene perché non c’è’ bisogno di andare lontano per vedere piccole meraviglie ogni giorno.
La mia dose quotidiana di “uscire fuori dalla mia routine” è stata soddisfatta. Vivo il momento, il presente e continuo a camminare.

Siciliana di nascita; ex-studentessa di Lingue al Liceo, all'università ho scelto Scienze della Comunicazione. MI sono trasferita all'estero subito dopo la Laurea e, adesso, son quattro anni che sono espatriata, prima a Londra e adesso a Cardiff e finalmente inizio a sentirmi a casa. Amo il sole, il mare, la primavera, i fiori e soprattutto il Natale. Oh, e i biglietti aerei economici, quelli sono DAVVERO, la mia cosa preferita. Sono una sognatrice; mi piace scrivere da sempre: sui banchi di scuola ho cerato le mie storie fantasy migliori che non hanno, e non avranno mai, visto la luce, più perché ho dimenticato dove siano tutte quelle pagine che per altro. Spesso penso che sia nata nel secolo sbagliato; gli anni '90 mi mancano molto a livello di contatto umano ma so che ormai non riuscirei fare a meno della tecnologia. Sono una viaggiatrice; figlia del mio segno zodiacale, il Sagittario, ho bisogno di spiccare il volo e vedere quanta più porzione di mondo mi sia concessa. Mi piace esplorare posti nuovi, perdermi per le strade, assaggiare nuovi sapori, sentire nuovi odori e perché no cercare di carpire parole da lingue a me sconosciute.

47 commenti

  • ANTONELLA

    Sarebbe bellissimo poter tornare da un viaggio e pianificarne uno nuovo immediatamente. A volte mi sento come te, come se mi mancasse il tempo per vedere tutti i posti del mondo. Poi ragiono, non è possibile vedere tutto il mondo, non basterebbe una vita. Allora mi accontento dei piccoli momenti, dei viaggi fuori porta e dei bellissimi incontri che si possono fare anche sul treno dei pendolari

    • Veronica

      Venire a patti con l’inesorabile realtà che non basta una vita per vederlo è quello che mi pesa. Ma hai ragione, dobbiamo apprezzare le piccole gioie.

  • Rocio

    capisco e condivido ogni tua singola parola. anche per me è una droga e me ne rendo conto quando sto ore e ore a controllare siti di voli ecc. sogno, sogno sempre ad occhi aperti. che brutta malattia!

  • Katja

    Come ti capisco: posso rinunciare ad un vestito, un trucco ma non tirarmi via i viaggi! Appena posso, prendo e vado. E se non ho tempo / soldi, mi accontento delle gite fuori porta e magari colgo le occasioni dove i musei hanno l’entrata gratuita o di raggiungere qualche amica nelle vicinanze!
    Rimango sempre stupita quando le persone non conoscono neppure i posti vicino a dove abitano (figurati se poi, prendono e vanno in giro per il mondo!).

  • Anna

    Per il momento non posso (non per un discorso economico) ma in un futuro attueremo uno stile di vita simile al tuo , viaggiare in continuazione fino allo sfinimento.

  • Sofia Sowmya Riccaboni

    io ero come te e ho scelto di non fermarmi da nessuna parte. Mi sposto, viaggio e continuo a farlo. Non ho una casa dove tornare perchè la mia casa è dove sono in quel momento 🙂

  • raffigarofalo

    Viaggiare mi piace, ma mi piace anche tornare a casa per raccogliere i pensieri e riflettere sul viaggio che ho fatto e sulle persone che ho incontrato. Fino al viaggio successivo. 😉

  • nicolettaci

    Lo sai che anche io immagino le vite e i pensieri dei passeggeri quando vedo passare un aereo? Soprattutto quando li vedo qui sul lungomare genovese… sono in fase di atterraggio… penso: “chissà se sono turisti…se gli piacerà la città…se mangeranno il pesto e la focaccia”… e mi accorgo che mi capita soprattutto quando ho voglia di partire!

  • Erika Scheggia

    Viaggiare è amore e le emozioni che hai descritto le ho sentite spesso addosso. Una vita passata su treni, aerei, navi per raggiungere un luogo nuovo, da scoprire, mi emoziona tantissimo e spero di poterlo fare un giorno.

  • Mary Pacileo

    anche io sono come te sarei sempre fuori per esplorare nuove località e passare tutto il tempo a scoprire cosa di bello c’è da vedere

  • aword84

    Bello viaggiare, l’ansia dello scoprire sempre luci diverse, angolature sconosciute.. c’è quella frenesia dell’esplorare. Più viaggio, però, più mi rendo conto che quello che mi spinge ad allontanarmi è la ricerca di me stessa, attraverso i volti e le elucubrazioni sulle vite che avrei potuto vivere, ma che non sono il mio adesso. E mi rendo conto che non ho sempre bisogno di andare lontano, proprio come dici tu. Bell’articolo!

  • Noemi Bengala

    Quella sensazione di non essere capita, di sentirsi drogate e di aver bisogno nuovamente di viaggiare per colmarla la capisco benissimo, anzi direi che la sento nelle vene. Ehi, sono siciliana anche io 🙂

  • Simona

    Potendo scegliere anche io partirei sempre. Almeno possiamo essere felici di avere una dipendenza positiva e non dannosa. Credo che viaggiare abbia totalmente stravolto la mia vita e il bello è che me sto accorgendo solo ora! <3

  • anna di

    Non posso che condividere con te questo amore per il viaggio. Chi inizia a viaggiare poi non si ferma più, diventa qualcosa da cui si dipende, proprio come l’aria!

  • Valentina

    Ti capisco benissimo. Anch’io amo viaggiare e cerco di farlo tutte le volte che posso. Certo ha un costo, ma sono i soldi meglio spesi. Dai continuiamo a viaggiare e a raccontarci le nostre esperienze, ci fanno bene e ci fanno sentire vivi.

  • Annalisa

    Mi sento esattamente come te.basta poco per sentirsi vivi, e a volte quelle nuvole di zucchero filato sembra ci portino in paradiso. Viaggerei ogni mese, anche solo per un week end, ma il lavoro di mio marito ci inchioda l’intera stagione estiva nella nostra cittadina 😷

  • Silvia

    Come ti capisco!! Condivido a pieno il tuo articolo, provo sensazioni se non uguali molto simili alke tue 🙂 e poi capita spesso anche a me di guardarmi intorno in treno o aereo e immaginare le vite altrui, come anche in autostrada vedendo le mille automobili sempre presenti: immagino destinazioni, volti e situazioni!

  • Amalia

    Anche io quando vedo treni o aerei penso ai passeggeri, chissà dove sono diretti, immagino i loro viaggi fantastici e sogno il mio prossimo viaggio. Sogno di uscire da questa mia quotidianità che spesso mi imprigiona.

  • Claudia

    Ti capisco perfettamente ne parlavo oggi con la mia amica che ho proprio voglia di andare via per un po’ ma non mi basta una settimana 15 giorni vorrei allontanarmi per qualche mese da qui mi sento soffocare

    • Lost Wanderer

      Facciamo sacrifici ogni giorno, magari una volta ogni tanto prendere e partire senza una meta precisa non può che fare bene. Ti auguro di riuscire ad avere il tempo per te il più presto possibile, un abbraccio!

  • centrifugato di mamma

    ti capisco molto bene! anche io ho sempre sentito il bisogno di andare: dove non aveva tanta importanza, l’importante era viaggiare, scoprire, cambiare luogo, conoscere.. Mi sono calmata un po’ da quando mi sono trasferita all’estero, e ancora di più quando sono nate le bimbe.. Ma viaggiare resta sempre la mia “dipendenza” 😉

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