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Top & Flops di Marzo

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Beauty
Maschera Tea Tree, Moksha
TeaTreeMask.jpgVi ricordate quando a Gennaio vi avevo parlato di facetory, il sito dove prendo tutte le mie maschere asiatiche? Ecco, oggi vi propongo un’altra dei miei preferiti di questo mese: Dear Tea Tree composta, come da nome, dall’olio delle foglie dell’albero di the che aiuta con i rossori e dalle proprietà antiinfiammatorie, stabilizzando l’equilibrio naturale della pelle ed dall’estratto di amamelide, un’astringente naturale che aiuta a rimuovere gli oli in eccesso della pelle.
Questa maschera è un toccasana per le pelli grasse o miste, da tenere in posa per quindici minuti; gli effetti si vedono subito dopo il primo utilizzo, soprattutto i rossori svaniscono. L’odore è molto buono se vi piace il te verde; ha un ottimo rapporto qualità/prezzo considerando che costa solo $3. Consigliatissima in combinazione con una buona crema restringente.
Matita nera, Essence
53020228_625782637856973_8083595468635897856_nLa matita nera è uno dei primi prodotti beauty che si acquistano. È la base del trucco. Proprio per questo, trovare una buona matita nera dovrebbe essere facile, e invece… ne ho provate davvero tante, anche di brand molto costosi, ma la mia preferita rimane questa di Essence. Costa 1,45€, è nerissima e super scrivente anche nella rima interna dell’occhio, automatica (quindi non dovete temperarla), ultra resistente. La compro e la ricompro, non mi stanca mai!
 
Serie tv
Sex education, Netflix (2019)
sexeducationOtis è il figlio adolescente di una sessuologa, e ha un sacco di problemi con la sua sessualità. In compenso, però, è bravissimo a risolvere i problemi degli altri, e quindi apre una sorta di clinica del sesso clandestina nella sua scuola insieme alla compagna Maeve, di cui è segretamente innamorato. Con una trama così, poteva essere un teen dramma davvero brutto o una commedia brillante che riesce a parlare dritta al cuore degli adolescenti. E Sex Education è decisamente la seconda: alterna momenti di pura commedia al dramma dei problemi adolescenziali, di cui parla senza essere paternalistico o cinico.
Da vedere assolutamente!
You, Netflix (2019)
youL’ho divorata nel giro di tre giorni.
Miniserie da dieci episodi, già rinnovata per una seconda stagione, vede come protagonista Joe, libraio di New York che sembra il ragazzo della porta accanto ma che nasconde dei terribili segreti. Interpretato da Penn Badgley, famoso per – spoiler alert – essere Gossip Girl ed ex-findanzato di Blake Lively; Badgley ha dato grande prova delle sue doti recitative in questa serie dai tratti grotteschi e drammatici dove interpreta uno stalker, ossessionato da Becks, aspirante scrittrice e con problemi di carriera universitaria. I due si incontrano per caso nella libreria gestita da Joe e dal primo momento, lui decide che Becks diverrà sua; tra oggetti spariti, omicidi e vecchie fiamme, la loro intensa storia si svolge in episodi da quaranta minuti che volano a colpi di suspance e voglia di vedere come andrà a finire visto che vi terra col fiato in sospeso fino all’ultimo minuto.
cinema1
L’Ascension, Netflix (2017)
lascensionTrovato per caso, mentre cercavo un film per passare una serata in compagnia e che rientrasse nei gusti di tutti, questo film francese mi ha conquistata per la sua storia liberamente ispirata al libro biografico di Nadir Dendoune, dove si racconta l’impresa della sua scalata sul Monte Everest senza alcune precedente esperienza alpinistica.
Il protagonista del film si chiama Samy, un giovane francese di origini senegalesi che innamorato dell’amica d’infanzia ed ex compagna di classe Nadia, cerca di impressionarla scalando l’Everest. Parte da solo, senza esperienza e sponsorizzato da una banca d’investimenti e una radio locale che lo segue finché può attraverso chiamate da mandare in diretta radio. Ma le telefonate finiscono e di Samy non si sa più nulla a casa dopo un po’. Tutti iniziano a preoccuparsi, compresa Nadia che finalmente scopre i suoi veri sentimenti per il ragazzo e quando tutto sembra perduto, Samy riesce a trovare un telefono dalla connessione satellitare per far sapere a tutti che è ancora vivo.
Lascio a voi la sorpresa del finale, intensa mentre il nostro protagonista vive avventure mai immaginate prima e torna a casa cambiato e pronto finalmente a dare una svolta alla sua vita.
App
Packr
packrSe siete dei viaggiatori smemoratissimi, Packr è l’app che vi serve. Vi permette di creare una lista delle cose da portare con voi in viaggio, da spuntare mano mano che aggiungete le cose in valigia. Una volta aperta l’app, vi basta inserire destinazione e date: l’app vi darà tutta una serie di suggerimenti delle cose che possono servirvi in viaggio, divise per categorie (vestiti, documenti, igiene…), a cui potete aggiungere tutti gli elementi che volete, personalizzando la vostra lista. Una volta iniziata la valigia, potrete spuntare man mano dalla lista le voci. L’app vi manderà delle notifiche per ricordarvi di prendere tutto, ma anche degli aggiornamenti sul meteo della vostra destinazione. Così saprete se è il caso di portarvi un ombrello!
Huji
hujiSiete amanti delle foto vintage, delle vecchie macchine fotografiche usa e getta; magari quelle che lasciavano delle strisce rosse-aranciate sulle foto eppure non volete comprare una fotocamera costosa che finireste per usare solo un mese o forse meno? Ci pensa Huji: una macchina fotografica con tutti gli effetti per i nostalgici e non solo. Quest’app modificherà le vostre foto al meglio. Unica pecca? Esportare le vostre foto dalla galleria all’app non sara possibile; proprio come una normale fotocamera, potrete modificare solo le foto scattate attraverso l’app.
Books
Lolita, Vladimir Nabokov (1959)
52995507_625781841190386_3169826146669821952_n-1.jpgSe pensate che Lolita sia una ragazzina smaliziata con un debole per gli uomini maturi, probabilmente avete visto il film. Perché nel libro la storia è ben diversa: si tratta del terribile abuso ai danni di una bambina, raccontato dall’uomo che ha abusato di lei, e cerca di fare di tutto per giustificarsi. Lolita non è una lettura leggera o semplice a cui approcciarsi. Si tratta di un pugno nello stomaco e probabilmente vi sentirete male ogni due pagine. Ma è una di quelle letture che definirei “obbligate”, soprattutto visto il significato che la parola Lolita ha assunto per noi, e come spesso ancora oggi le giovanissime vittime di abusi vengano accusate di essere delle provocatrici smaliziate.
Japan
One more time, Netflix (2016)
onemoretimeAvevo visto il primo episodio dopo essere rimasta intrigata dalla trama, ma un po’ perché avevo iniziato a vedere altre serie che potevo seguire anche senza dove stare attenta ai sottotitoli, un po’ perché non mi era più venuta voglia di vederla, avevo abbandonata questa serie che ho ricominciato un paio di settimane fa e che ho finito in tre giorni.
Come You, One more time è una miniserie, composta da otto episodi dalla durata di trenta minuti l’uno, racconta la storia di Yoo Tan e Da-in, due musicisti alla fine della loro storia d’amore e dall’imminente morte di lei. No, non è uno spoiler, e guardando ogni puntata, vivrete la stessa giornata ripetuta più volte, con differenti morti finché pian piano non scopriamo di più sul perché Tan non riesce ad andare avanti senza Da-in e come mai Da-in sa già cosa succederà.
Questo drama coreano ha un bel ritmo e un buon livello recitativo che fa emozionare ed affezionare anche ai protagonisti e alla loro storia.
flops
Mascara Vamp Extreme, Pupa
52649432_625781887857048_5657111805944659968_n-1.jpgQuesto prodotto, pubblicizzato in ogni dove come rivoluzionario, è stato per me una vera e propria delusione. Comprato nella speranza di aver trovato un buon mascara volumizzante ed incurvante senza spendere un patrimonio, mi sono dovuta ricredere. Il prodotto è pastoso, appesantisce le ciglia raddrizzandole e incollandole l’una all’altra. Le rende talmente pesanti da risultare insopportabile. Muovendo lo scovolino a zig zag nell’applicazione del prodotto, si crea un disastro: ciglia completamente appiccicate che nemmeno uno scovolino pulito riesce a pettinare. Se ne esce meglio stendendo il prodotto tenendo lo scovolino dritto, ma siamo ben lontani dall’effetto wow promesso. E per di più, dopo qualche ora si sgretola e cade ovunque. Praticamente inutilizzabile… BOCCIATISSIMO.
In fuga, Alice Munro (2004)
INFugaAliceMunro.jpgI libri cerco di leggerli fino in fondo, anche quando non mi piacciono, ma questo proprio non ce l’ho fatta. Mi aspettavo qualcosa di diverso forse, un po’ la trama, un po’ le grandi recensioni positive e un po’ la copertina, mi avevano tentata e ho preso questo libro che neanche dopo due storie e mezzo, è finito nel dimenticatoio.
Sono cinque storie in tutto, in teoria collegate tra loro che parlano di donne scappate a qualcosa o qualcuno o in procinto di farlo almeno.
La narrazione e fin troppo lenta per i miei gusti e i personaggi noiosi e scialbi. Un acquisto di cui mi sono pentita quasi nelle prime cinquanta pagine purtroppo ed ecco perché il libro, a parer mio, è sicuramente uno dei fiaschi di questo mese.
Il baco da seta, Robert Galbraith (2014)
52595717_625781787857058_511590425258098688_nLo confesso: se la Rowling pubblicasse la sua lista della spesa, probabilmente comprerei pure quella, pur sapendo che dopo la saga di Harry Potter ha avuto difficoltà a replicare il suo successo. Il baco da seta, per me, è il più deludente dei suoi libri. Parte da uno spunto avvincente, per regalarci un finale che è solo un contentino mal scritto, con un colpevole improbabile. Un peccato, perché la macabra storia dello scrittore scomparso partiva davvero bene, ma i vari personaggi all’interno della storia sono così piatti da far passare ogni sorta di interesse. Per una versione abbreviata e leggermente più interessante, potete guardare l’omonima miniserie tv.
 

DISCLAIMER: Questo articolo non è stato sponsorizzato in nessun modo.

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